10/05/2011 DECRETO LEGGE SVILUPPO E NOVITA' RIGUARDO A PIANO CASA
Nuovo Piano Casa nel Dl Sviluppo approvato in Consiglio dei Ministri. L'ultima bozza circolata durante il preconsiglio e approdata sul tavolo della discussione contiene una serie di misure per il rilancio delle costruzioni e la semplificazione delle procedure PIANO CASA-BIS. Il Decreto Legge chiede alle Regioni di approvare, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del Decreto, specifiche leggi per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Le norme regionali dovrebbero quindi premiare gli interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva, la delocalizzazione in aree diverse, il cambio di destinazione d'uso e le modifiche della sagoma necessarie per l'armonizzazione architettonica. Fino all'approvazione delle norme locali, gli interventi sugli immobili residenziali possono beneficiare di un premio volumetrico fino al 20%, quelli sugli edifici a destinazione diversa usufruiscono invece del 10%. Come nelle prime versioni dei Piani casa, sono esclusi dagli interventi gli immobili abusivi o situati nei centri storici, ma non quelli che hanno ottenuto il titolo abilitativo in sanatoria. Che cos'è il Piano Casa? L'idea del "Piano Casa 2" per il contrasto alla crisi economica, attraverso il rilancio dell'edilizia, è stata proposta a Marzo 2009 dal Governo Berlusconi per affiancarsi al piano nazionale di edilizia abitativa. Al momento per Piano Casa si intende infatti l'insieme di provvedimenti legislativi e incentivi economici per consentire l'ampliamento degli edifici. Il rinnovamento del comparto edile doveva procedere su due binari. Da una parte un decreto legge "a scadenza", recante le misure straordinarie per l'ampliamento degli edifici fino al 20%, la demolizione e ricostruzione con premio del 30% o del 35% ricorrendo a bioedilizia e tecniche per il risparmio energetico. Dall'altra parte un disegno di legge per la modifica della normativa vigente e l'allentamento di qualche vincolo procedurale in modo da velocizzare la messa in moto dei cantieri. Secondo l'Esecutivo, gli incentivi avrebbero spinto i privati a effettuare lavori di miglioramento delle proprie abitazioni, mettendo in circolo un volume di affari pari a 60 milioni di euro. I capitali, prima immobilizzati, avrebbero sostenuto l'occupazione e le attività del settore edile. La via del successo per le misure di rilancio è stata sbarrata da vari fattori: il terremoto in Abruzzo, che ha posto l'attenzione sui controlli e sul rispetto delle NTC (Norme Tecniche per le costruzioni), facendo temere il rischio di liberalizzazioni indiscriminate; la poca propensione dei risparmiatori a effettuare investimenti, accompagnata dalla mancanza di liquidità; ma soprattutto le rivendicazioni delle Regioni, forti della competenza in materia di edilizia e urbanistica attribuita loro dalla Costituzione. L'iter del Piano Casa è quindi proseguito su base locale, creando una situazione fortemente frastagliata sul territorio nazionale. Le Regioni, con tempi e modalità molto diverse le une dalle altre, hanno approvato norme differenti, accusate nella maggior parte dei casi di porre troppi vincoli alla realizzazione degli interventi. La situazione, analizzata regione per regione, mostra un impatto positivo dell'iniziativa solo in Veneto e Sardegna con circa 12 mila e 5 mila domande di intervento presentate.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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