30/03/2011 DECRETO RINNOVABILI
Energia termica e elettrica derivate da fonti rinnovabili
Si avvia a compimento il percorso della direttiva sull'efficienza energetica degli edifici il cui decreto di recepimento, il D. Lgs 192 del 2005, aveva lasciato una formulazione ancora da completare per gli aspetti riguardanti l'energia da fonti rinnovabili da usare per il soddisfacimento dei consumi termici (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria) ed elettrici degli edifici. Con l'occasione il decreto va ad abrogare anche precedenti obblighi, non fissati dal d.lgs 192/05, relativi all'istallazione di 1 kW di potenza elettrica per ogni nuovo alloggio costruito (comma 289, art. 1, Legge 244/2007) che, dal 1° Gennaio 2011 è entrato in vigore dopo ripetuti rinvii.
Energia termica da fonti rinnovabili:
Dal 31 maggio 2012 è richiesta una copertura del 50%, mediante fonti rinnovabili, del fabbisogno di energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria. Per il riscaldamento ed il raffrescamento, la copertura con fonti rinnovabili di una quantità di energia calcolata sul fabbisogno complessivo dell'immobile, con le seguenti percentuali:
a) il 20% quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013; b) il 35% quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016; c) il 50% quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.
Energia elettrica da fonti rinnovabili:
Per quanto riguarda l'energia elettrica vi è obbligo di installare impianti alimentati da fonti rinnovabili la cui potenza (P) è proporzionata alla superficie in pianta dell'edificio al livello del terreno (S) mediante la relazione P=S/K, dove K assume i seguenti valori: a) K= 80, quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 Dicembre 2013; b) K= 65, quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 Dicembre 2016; c) K= 50, quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017 (ad esempio per 100 mq di superficie (S), i valori di potenza (P) installata variano da 1,25 kW, a partire dal 31/05/2012, a 1,54, dal 01/01/2014, a 2kW, dal 01/01/2017).
Il decreto pone attenzione anche nel prevenire situazioni visivamente impattanti prevedendo che, nel caso di utilizzo di pannelli solari termici o fotovoltaici sui tetti di edifici, questi debbano essere aderenti o integrati ai tetti seguendo la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda.
Fonte: Redazione di Finestreweb
15/03/2011 DECRETO RINNOVABILI
Osservazioni e proposte delle Associazioni
Il D.lgs Romani recante attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, così come approvato l'8 Marzo 2011, bloccherà lo sviluppo del settore delle rinnovabili che producono energia elettrica, provocando un duro colpo all'economia nazionale già fortemente in crisi. Il provvedimento, infatti, sta già generando incertezza se non addirittura la paralisi del settore. Il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti e molte aziende si ritrovano improvvisamente con i loro investimenti a rischio, circostanza che coinvolge decine di migliaia di posti di lavoro e impedisce la creazione di nuove opportunità occupazionali. Investitori stranieri hanno perso la fiducia e hanno deciso di non continuare a investire in Italia, definita inaffidabile in quanto non permette di pianificare progetti a medio e lungo termine.
Il giorno 10 Marzo 2011 si è svolto a Roma l'incontro pubblico organizzato dalle principali associazioni del settore dell'energia rinnovabile (ANEV, APER, AssoEnergie Future, Assosolare, GIFI/ANIE, ISES ITALIA), durante il quale imprese e cittadini si sono incontrati per rappresentare gli effetti immediati del decreto rinnovabili, che mette in pericolo 120.000 posti di lavoro e un settore fatto di 10.000 giovani aziende. L'incontro è stato finalizzato a comunicare una posizione comune sulle proposte di modifica al decreto, sugli obiettivi per le rinnovabili e per rilanciare una collaborazione paritaria tra il Governo e l'industria per una legislazione che sostenga una reale promozione delle rinnovabili in Italia con certezze nel lungo periodo.
Associazioni, industriali, istituti di credito e finanziari hanno ribadito:
che non sono accettabili provvedimenti che non rispettino la certezza del diritto;
meccanismi a effetto retroattivo, in quanto molti hanno investito in base al Conto Energia in vigore;
definire principi di salvaguardia che garantiscano il mantenimento del livello di incentivazione per gli impianti in costruzione o comunque autorizzati;
definire un periodo di transizione per gli impianti esistenti e non ancora allacciati;
produrre un piano energetico nazionale per rispondere alle richieste del 2020;
definire regole certe immediatamente, poiché ogni giorno di incertezza fa perdere milioni di euro;
favorire la ricerca per rendere le rinnovabili più competitive;
riconoscere l'impatto positivo delle rinnovabili in termini ambientali, di occupazione, di rientro fiscale per lo Stato, di riduzione della dipendenza energetica dagli altri paesi, e quindi in termini di crescita del Pil. Nel 2010 le fonti rinnovabili hanno prodotto 24 miliardi di kWh;
stimolare il sistema Italia, poiché ci sono industrie molto competitive e di alta qualità che sono in grado di proporsi all'estero e realizzare impianti. Ci sono già industrie italiane che stanno aprendo stabilimenti all'estero, ad esempio in Canada.
Le associazioni chiedono al Governo un incontro di confronto per trovare una soluzione che permetta all'Italia di crescere. La richiesta non è avere gli incentivi per sempre, ma gli aiuti servono per raggiungere la competitività, bloccare tutto adesso significa eliminare tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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