A Roma, presso il Teatro Capranica, è stato presentato il 17 Febbraio 2011 il Primo Rapporto sugli Ingegneri in Italia, redatto dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI). Romeo La Pietra, presidente del Centro Studi CNI, ha spiegato che questo rapporto deriva dalle analisi e dalle indagini sui processi formativi, le dinamiche occupazionali e retributive, l'accesso e la pratica della libera professione. I dati mostrano come, nonostante la crisi economica, il settore dell'ingegneria conserva una condizione di piena occupazione. Infatti il sistema Excelsior di Unioncamere-Ministero del Lavoro rileva nel 2010 un incremento delle assunzioni di laureati in ingegneria superiore alle 20.000 unità. Inoltre si osserva un aumento del numero degli ingegneri che svolgono la libera professione: nel 2010 sono stati 70.200, il 21% in più di quanto registrato nel 2006, ai quali si aggiungono oltre 24.000 ingegneri che associano l'attività professionale ad una di lavoro indipendente. In conclusione, il Centro Studi CNI rileva il punto critico della retribuzione. Infatti viene segnalato che i livelli retributivi sono sensibilmente inferiori rispetto a quelli garantiti nei principali paesi europei. Inoltre viene considerato un fallimento il percorso accademico di laurea breve in ingegneria, perché non offre una preparazione sufficiente per la professione di ingegnere. I punti cardine del primo Rapporto sugli Ingegneri in Italia sono i seguenti:
Crescita dell'attrattività della facoltà d'ingegneria: in Italia le immatricolazioni alla Facoltà di Ingegneria ha subito un'accelerazione. Nell'anno accademico 2009/2010 sono stati registrati 38.372 immatricolati alle facoltà di ingegneria, il 13,1% del totale degli immatricolati;
Crescita delle assunzioni nella professione di ingegnere: in base ai dati dell'indagine Istat sulle Forze di lavoro, nel 2009 la popolazione in possesso di un titolo accademico in ingegneria ha raggiunto quota 547mila, di cui 417mila occupati; nel 73% dei casi si tratta di lavoratori dipendenti, mentre il settore che assorbe il numero maggiore di laureati in ingegneria continua ad essere quello dei servizi (64% circa). Nel 2010 i laureati in ingegneria tornano ad una condizione di sostanziale "piena occupazione"; il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Ministero del Lavoro rileva in tale anno un significativo incremento delle assunzioni di laureati in ingegneria, superiori alle 20.000 unità, con conseguente saturazione dell'output delle facoltà di Ingegneria;
Forza di una professione che resiste anche in una situazione di crisi economica: la professione di ingegnere continua ad attrarre un numero significativo di giovani. Nel 2009 hanno conseguito l'abilitazione professionale complessivamente 13.497 laureati, il 3,3% in più di quanto registrato nel 2008 (13.067 abilitati). A fronte di un crollo del principale mercato per i servizi professionali degli ingegneri, quello connesso al settore delle costruzioni, che è passato dai 21,4 miliardi di euro del 2008 ai 16,3 miliardi di euro del 2010, cresce la quota di appannaggio degli ingegneri che sale dal 17,7% del 2008 al 20,4% del 2010. Naturalmente la crisi ha intaccato significativamente i redditi professionali degli ingegneri; i 37.927 euro registrati nel 2010 sono inferiori di oltre il 10% rispetto al 2007.
Oltre ai vantaggi permangono, però, le criticità più volte segnalate dalle indagini del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri: livelli retributivi in contrazione e sensibilmente inferiori rispetto a quelli garantiti nei principali paesi europei; squilibri territoriali tra offerta e domanda di competenze d'ingegneria; fallimento del percorso accademico di ciclo breve (laurea); marginalizzazione dei liberi professionisti nel mercato dei bandi pubblici di progettazione.
I laureati specialistici/magistrali in ingegneria continuano a godere di retribuzioni più elevate rispetto agli altri laureati: ad un anno dalla laurea, infatti, essi percepiscono mediamente quasi 1.300 euro nette al mese, laddove la media tra tutti i laureati è di poco superiore ai 1.100 euro. Tali retribuzioni, però, continuano ad essere significativamente più basse di quelle riconosciute all'estero dove esse, per i laureati specialistici/magistrali ad un anno dalla laurea, superano i 1.800 euro mensili netti. A cinque anni dalla laurea, il divario con l'estero si ampia ulteriormente: per i laureati in ingegneria occupati nel nostro paese la retribuzione netta mensile si aggira mediamente intorno ai 1.650 euro, per quelli occupati all'estero essa sfiora i 2.500 euro;
Disomogenea distribuzione territoriale di domanda e offerta di lavoro: l'offerta di lavoro è incentrata essenzialmente sulle richieste delle imprese private, mentre libera professione e, soprattutto, assunzioni nella pubblica amministrazione continuano a svolgere un ruolo sostanzialmente marginale;
Fallimento della laurea di primo livello in ingegneria: essa continua ad essere percepita dalla grande maggioranza degli studenti in ingegneria come tappa di un percorso formativo più lungo e non come titolo da utilizzare per l'inserimento nel mercato del lavoro.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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