Le disposizioni del quarto conto energia si applicano agli impianti che entrano in esercizio tra il 1° Giugno 2011 e il 31 Dicembre 2016. L'obiettivo nazionale di potenza installata è circa 23.000 MW corrispondente a 6 - 7 miliardi di euro all'anno di incentivi. Il Dlgs 28/2011 prevede che le tariffe incentivanti per il fotovoltaico, che entreranno in vigore il 1° Giugno 2011 vengano emanate entro il 30 Aprile 2011. Secondo quanto annunciato dal Governo nei giorni scorsi, il decreto sarà esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni domani 20 Aprile 2011. L'obiettivo è contenere le spese pubbliche complessive sul fotovoltaico al di sotto dei 6,0 miliardi di euro. Da Giugno ci saranno i primissimi tagli ai finanziamenti e il primo limite totale a essi, che però non riguarderà i piccoli impianti; un sistema simile si manterrà anche nel 2012, ma con finanziamenti ancora minori e un tetto massimo inferiore di una settantina di milioni di euro. Dopo, entrerà a regime un sistema di tagli a tetti semestrale, che ridurrà il contributo pubblico fino a renderlo davvero minimo e che riguarderà tutti i tipi di installazioni fotovoltaiche. Le proteste contro la modifica del Conto Energia per il fotovoltaico si sono fatte sentire anche a Bruxelles, tanto da indurre il Commissario Europeo per l'energia, Günther Oettinger, ad inviare una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, per esprimere le proprie preoccupazioni sul Dlgs 28/2011 attuativo della Direttiva 2009/28/CE e, in particolar modo, sulle modifiche degli incentivi per il fotovoltaico. Le modifiche alla disciplina degli incentivi per le rinnovabili, che compromettono direttamente o indirettamente gli investimenti in corso sollevano, secondo il Commissario Europeo per l'energia, serie preoccupazioni tra gli investitori, sia nazionali che internazionali. Con la direttiva 2009/28/CE , l'Unione Europea si era impegnata ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili nel proprio mix energetico, fissando obiettivi nazionali obbligatori per il 2020. L'Italia era tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l'anno 2020. Oettinger raccomanda al Ministro Romani e al governo italiano di definire quanto prima un quadro interno d'incentivazione chiaro, stabile e prevedibile, per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento degli obiettivi europei. Contro il Decreto Romani, domani mattina i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil hanno indetto uno sciopero al motto di "Non spegnete il Sole" e hanno programmatto una manifestazione davanti al Ministero dello Sviluppo Economico mentre, nel pomeriggio, il movimento SOS Rinnovabili ha organizzato un sit-in in piazza Montecitorio (Roma).
Fonte: Redazione di Finestreweb
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