13/04/2011 IMPORTANZA DELL'ENERGIA GEOTERMICA IN ITALIA
"Situazione e prospettive sull'energia geotermica in Italia" è il titolo del dossier di approfondimento pubblicato dal Ministero dello sviluppo Economico. Il dossier si apre sottolineando come il decreto legislativo 11 Febbraio 2010, n. 22, abbia semplificato le regole per ottenere le autorizzazioni necessarie all'attuazione di progetti di valorizzazione delle risorse geotermiche a fini energetici. La geotermia, fonte di energia di cui l'Italia è ricca, potrà essere sfruttata maggiormente per la produzione di elettricità ma anche come fonte diretta di calore. La geotermia, che in Italia rappresenta infatti un'importante fonte rinnovabile, seconda solo a quella riferibile all'energia idroelettrica, tiene in sé un grande potenziale di sviluppo e contribuirà notevolmente al raggiungimento dell'obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite. La geotermia rappresenta, ad oggi, il 10% dell'energia risultante da fonti rinnovabili italiane e secondo alcune stime si prevede che nel breve periodo possa raddoppiare. Con l'aumento della produzione di energia derivante dall'utilizzo di risorse geotermiche, si contribuirà a ridurre la dipendenza energetica nazionale dall'estero e si contribuirà al contenimento delle emissioni di gas serra (CO2). In Italia le applicazioni importanti e storiche dell'energia geotermica si trovano in Toscana. Oltre trenta impianti di produzione, una potenza installata di circa 800 MW ed una produzione energetica superiore a 5000 GWh (GigaWatt-ora) all'anno, rappresentano circa un quarto dell'energia elettrica consumata nella regione stessa e quasi il 2% del fabbisogno nazionale. Tutte le attività di coltivazione geotermica finalizzate alla produzione di energia elettrica sono realizzate dalla Società ENEL. Nel decreto legislativo di riforma della materia, n. 22/2010, è stato dato particolare risalto alla produzione di energia geotermica per usi non elettrici ed è stata anche introdotta un'apposita disciplina relativamente alle pompe di calore geotermiche. Queste, con o senza prelievo e restituzione di acqua dal sottosuolo, che comportano perforazioni poco profonde ed il prelievo di piccole quantità di calore, possono però riguardare anche aree non caratterizzate da gradienti geotermici anomali. Per queste, e per le applicazioni di geotermia "minore", normalmente utilizzate da privati cittadini, per il riscaldamento o il rinfrescamento di edifici, serre ed impianti sportivi, sono previste forme semplificate di autorizzazione, coerentemente con gli incentivi previsti per le fonti energetiche rinnovabili e per l'efficienza energetica. Favorendo ulteriormente, in questo modo, lo sviluppo del settore.
Attualmente, con il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 le funzioni di rilascio e controllo relative a permessi di ricerca e concessioni di coltivazione di risorse geotermiche in terraferma, sono delegate alle Regioni. I canoni dovuti dai titolari dei permessi e delle concessioni, e i contributi per la produzione di energia elettrica, sono devoluti alle Regioni, i quali enti possono provvedere a determinare gli stessi entro i limiti fissati dallo Stato. Le risorse geotermiche ad alta entalpia restano, pertanto, patrimonio indisponibile dello Stato, ma la loro gestione, in terraferma, è delegata alle singole Regioni.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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