21/03/2011 LE ASSOCIAZIONI DEL SETTORE FOTOVOLTAICO CRITICANO IL DECRETO RINNOVABILI
Il giorno 15 Marzo 2011 è avvenuto l'incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il Ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan e il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel comparto dell'energia rinnovabile, dei gestori di rete e delle associazioni dei consumatori. Il Ministro Paolo Romani non intende cambiare la direttiva riguardo ai tagli per le energie rinnovabili ed entro due settimane saranno pronti sia il decreto attuativo (che definirà i nuovi incentivi validi dal primo giugno 2011, sconfessando il precedente piano 2011-2013) sia il quarto Conto Energia per il fotovoltaico.
I rappresentanti del Governo hanno ribadito la garanzia dei diritti acquisiti asserendo che i futuri incentivi saranno il più vicino possibile a quelli del 2010 e saranno applicati con grande gradualità, evitando di svilire un settore giudicato tanto importante e che, secondo Legambiente, se sostenuto adeguatamente, potrebbe coprire nel 2020 il 35% dei consumi nazionali. Ma le ipotesti danno per probabile un taglio degli incentivi del 25-30%.
Comunque il Decreto già firmato dal Presidente Napolitano ha fatto protestare le associazioni del settore fotovoltaico e ha addirittura suscitato le reazioni del sistema bancario internazionale che ha segnalato, tramite l'Associazione delle Banche estere in Italia (Aibe), la scarsa affidabilità del legislatore italiano, che ha cambiato le carte in tavola gettando nello sconcerto banche e operatori, già sintonizzati su investimenti dati per acquisiti. Secondo il quotidiano Il Messaggero, la grande incertezza legata agli incentivi alle rinnovabili ha portato al fermo di un comparto da 12-13 miliardi di fatturato e circa 140 mila dipendenti. Gli incentivi comporterebbero però nel 2011 un onere di 5,7 miliardi in più sul budget energetico degli utenti, 3 miliardi dei quali (22 euro in più sulla bolletta) derivante dalla installazione di 7.000 Megawatt (Mw) complessivi da 140.000 mila impianti fotovoltaici.
GIF (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) aderente a Confindustria ANIE, che associa 144 aziende per un fatturato superiore a 3 miliardi di euro, ha criticato il recente Decreto in tema di rinnovabili in quanto determinerebbe effetti pesantemente negativi, tra cui soprattutto il ricorso alla cassa integrazione per oltre 10.000 lavoratori e il blocco di investimenti per oltre 40 miliardi di euro. Così come GIF, tutte le principali associazioni del settore fotovoltaico avevano chiesto al Presidente della Repubblica di non firmare il Decreto. APER, Asso Energie Future e GIFI si erano rese protagoniste di una lettera aperta al Presidente, in cui venivano sollevati dubbi sulla legittimità costituzionale dell'art. 25, commi 9 e 10, dello schema del decreto legislativo soprattutto per il fatto che anticipa dal 31 dicembre 2013 al 31 maggio 2011 il termine per beneficiare degli incentivi intervenendo su procedimenti amministrativi in molti casi già conclusi, costituendo una legge-provvedimento con efficacia retroattiva. In particolare avevano scritto che lo schema di Decreto Legislativo nel testo adottato dal Consiglio dei Ministri è palesemente illegittimo sotto il profilo costituzionale in quanto viola uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico che è la certezza del diritto e la tutela dell'affidamento ed è in contrasto altresì con le norme internazionali della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Inoltre è un atto arbitrario del Governo senza l'intesa delle Regioni, sono state violate le prerogative parlamentari e, in particolare, la delega conferita al Governo. In altre parole il governo ha adottato un testo con finalità opposte a quelle fissate dal Legislatore.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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