17/02/2011 PIANO CASA
Opinioni del CNAPPC e del presidente della Conferenza delle Regioni
Secondo il comunicato stampa del 14 Febbraio 2011 il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) afferma la propria perplessità riguardo all'ipotesi di un rilancio del Piano Casa (Piano Casa Bis) a meno che esso non sia coordinato con le realtà amministrative locali e si ponga l'obiettivo di riqualificare le periferie ed i contesti residenziali degradati. Per gli architetti italiani è indubbio che occorra un rilancio del settore edile, profondamente in crisi, così come risulta ormai urgente la semplificazione delle procedure amministrative dello stesso settore. Secondo la CNAPPC appellarsi all'articolo 41 della Costituzione sulla libertà d'impresa non può essere una giustificazione per modificare riforme, incapaci di affrontare in modo strutturale i motivi di crisi e che invece risultano come sanatorie per chi ha edificato abusivamente al di fuori di qualsiasi controllo urbanistico o ambientale. Infine gli architetti italiani aggiungono che la necessità di tutelare il territorio, principale risorsa economica e culturale del nostro Paese, deve procedere in modo contestuale all'identificazione di efficaci strumenti di gestione delle trasformazioni e di promozione dell'architettura di qualità. L'incentivazione degli strumenti connessi al contenimento dei consumi energetici, alla sostituzione dell'edilizia di scarsa qualità, alla riqualificazione complessiva delle città deve far parte, unitamente alle relative agevolazioni di tipo fiscale, di quel complessivo progetto di riqualificazione ambientale del Paese. Il Consiglio Nazionale ribadisce la necessità di promuovere interventi pubblici e privati nel settore della rottamazione urbana che rappresenterebbero una grande opportunità per l'industria e per l'economia del Paese e per dare inizio finalmente ad un piano generale di tutela di consolidamento e di ricostruzione del patrimonio edilizio postbellico che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza architettonica, urbanistica e ambientale. Inoltre, secondo Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, é necessaria la strada della concertazione istituzionale se si vuole davvero dare una scossa alla economia del Paese e realizzare interventi che diano risposte concrete alle emergenze poste dalla crisi economica. Con il concetto di concertazione, si fa riferimento ad una pratica di governo ed un approccio alla gestione delle relazioni industriali basata sul confronto e la partecipazione alle decisioni politiche ed alla contrattazione in forma triangolare: organizzazioni sindacali, organizzazioni dei datori di lavoro e autorità pubbliche (a livello nazionale il governo). La concertazione istituzionale diventa obbligatoria quando si agisce in settori come l'edilizia residenziale pubblica, in cui è evidente e costituzionalmente riconosciuta la competenza legislativa delle Regioni. Vasco Errani aggiunge, inoltre, che le dichiarazioni che imputano alle Regioni il fatto di aver frenato il Piano Casa non sono vere. È noto che tutte le Regioni hanno emanato una legge regionale applicando puntualmente quanto disposto dall'Accordo Governo-Regioni del 31 marzo 2009. E' evidente che quando si ragiona su questa materia occorre considerare la necessità della tutela paesaggistica, dei Centri storici, dei beni culturali e ambientali che sono una grande risorsa, anche economica, del Paese e occorre tenere conto della programmazione regionale in materia di urbanistica.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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