Il rilancio del Piano casa avverrà con un provvedimento legislativo finalizzato a rimuovere tutti gli ostacoli statali che impediscono al 60% delle case la possibilità di un ampliamento. Lo ha annunciato il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, nel corso della conferenza stampa tenutasi al termine della riunione del Consiglio dei Ministri di Mercoledì 9 Febbraio 2011, che ha proposto un provvedimento legislativo per accelerare e far partire il Piano Casa 1 e il Piano Casa 2. Il Piano Casa 1 dà la possibilità al singolo cittadino di effettuare interventi di ampliamento e/o ricostruzione della propria abitazione. Il Piano Casa2 riguarda la semplificazione delle procedure burocratiche inerenti i lavori di edilizia. Il decreto legge ripropone l'idea di un Piano Casa centralizzato, regolato da un provvedimento legislativo nazionale, che ha il compito di regolare le leggi regionali da emanare entro il 31 dicembre 2011. Le norme regionali vengono adottate quindi in base ad una legge dello Stato e dovrebbero incentivare la riqualificazione urbana delle aree degradate prevedendo volumetrie aggiuntive, la delocalizzazione degli edifici incongrui in aree diverse e modifiche della sagoma per l'armonizzazione architettonica. Come già succede, dagli interventi dovrebbero essere esclusi gli immobili abusivi, così come quelli situati all'interno dei centro storici o in aree di inedificabilità assoluta. Rientrerebbero invece gli edifici condonati o per i quali sia stata presentata domanda di sanatoria entro i termini stabiliti dal DL 269/2003. Inoltre si ammetterebbe il cambio di destinazione d'uso degli immobili, purchè gli utilizzi siano tra loro compatibili o complementari. Non solo. In attesa dell'approvazione delle leggi regionali, ai sensi del Dpr. 380/2001, potrebbe essere rilasciato il permesso di costruire in deroga anche per i cambi di destinazione d'uso. I Comuni, inoltre, possono prevedere che il rilascio del permesso di costruzione per gli edifici residenziali prescinda dalla presentazione della relazione acustica. Secondo il decreto Calderoli, infine, l'approvazione dei piani attuativi passa dalle competenze del Consiglio Comunale, che già delibera il piano urbanistico generale, a quelle della Giunta Regionale. Un altro tema all'esame del Consiglio dei ministri è stato il Piano per il Sud, varato nel novembre scorso dal Governo. Il Consiglio dei ministri ha approvato l'attuazione del Piano per il Sud. Il ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha dettato la tabella di marcia: prima la discussione con la commissione europea, poi la riprogrammazione delle risorse, la chiusura del confronto con le regioni e infine l'approvazione delle delibere Cipe. Il Ministro Fitto, inoltre, ha annunciato l'apertura di un confronto con le Regioni del Sud entro fine mese, garantendo la sottoscrizione dei contratti istituzionali di sviluppo che riguarderanno ciascuna delle otto priorita' del Piano per il Sud, entro il mese di aprile: infrastrutture, istruzione, innovazione, sicurezza e legalità, certezza dei diritti e delle regole, Pubblica Amministrazione, sistema finanziario e Banca del Mezzogiorno e, infine, sostegno alle imprese. Otto punti, otto settori, otto priorità nei confronti dei quali si svilupperà il "Piano per il Sud" e ne verranno destinati i fondi.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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