Sono prodotti più certificati energetici nella sola Italia, circa 891mila (di cui ben 500mila sono in Lombardia) che in tutto il resto d'Europa. Questo il primo dato che emerge dal Rapporto 2011 "Attuazione della certificazione energetica degli edifici in Italia" realizzato in occasione del Primo Forum Nazionale sulla Certificazione Energetica, promosso dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano) e da MCE (Mostra Convegno Expocomfort). Il Rapporto è stato redatto attraverso questionari inviati alle regioni e dati ricavati dai siti internet ufficiali delle Regioni stesse
Il Rapporto mette in evidenza il variegato quadro legislativo regionale, sono ben 10 le Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna, Umbria e Veneto) ancora senza regolamento attuativo sulla certificazione energetica degli edifici. Importante notare come solamente quattro Regioni e una Provincia Autonoma hanno avviato un'attività di controllo sugli attestati energetici (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Trento) controllandone circa un centinaio.
Anche per quanto riguarda la figura del certificatore, il Rapporto evidenzia la necessità di una maggiore coerenza: sono infatti solamente sette tra Regioni e Province autonome (Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trento e Valle d'Aosta) che hanno istituito un elenco dei tecnici certificatori energetici ed, inoltre, i requisiti e le modalità per diventare certificatori variano infatti da regione a regione.
Secondo il Rapporto, l'Italia è la nazione che ha recepito fin dall'inizio la Direttiva europea Epbd (Energy Performance of Buildings Dir.), molto in anticipo rispetto agli altri Stati membri, estendendo la certificazione energetica praticamente a tutti gli edifici, con pochi vincoli. L'obbligatorietà a livello europeo riguardava infatti solamente gli edifici con superficie superiore ai 1000 m2 e molte nazioni si sono strettamente attenute a questa regola che si stima possa escludere il 75% degli edifici.
La Direttiva europea 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell'edilizia (rifusione) è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea del 18 giugno 2010 (L 153). E' entrata in vigore il 9 luglio 2010 e sostituisce la direttiva 2002/91/CE, abrogata dal 1º febbraio 2012. La nuova Direttiva origina dalle richieste formulate nella risoluzione del 31 gennaio 2008 del Parlamento europeo, il quale ha invitato a rafforzare le disposizioni della Direttiva EPBD e in varie occasioni, da ultimo nella risoluzione del 3 febbraio 2009 sul secondo riesame strategico della politica energetica, ha chiesto di rendere vincolante l'obiettivo di migliorare l'efficienza energetica del 20% entro il 2020. La Direttiva promuove il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e dell'efficacia sotto il profilo dei costi.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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