25/01/2011 UNI 7697
CRITERI DI SICUREZZA NELLE APPLICAZIONI VETRARIE
Moderno, luminoso e resistente, il vetro è un materiale molto utilizzato nel settore delle costruzioni. La sua sicurezza è da valutarsi in base al reale utilizzo, che va dal contesto domestico (porte, finestre, lucernari, box doccia...) a quello collettivo (vetri interni per scuole, ospedali, palestre, cinema, supermercati), dal luogo di lavoro (pareti divisorie, vani corsa di ascensori, vetri di protezione per banche), agli arredi destinati a negozi (vetrine e insegne), grandi magazzini, sale per conferenze, bar e ristoranti, senza tralasciare le facciate esterne di edifici e grandi superfici vetrarie.
La sicurezza delle vetrazioni e' un problema importante da non sottovalutare. Per questo motivo e' stata varata la norma UNI 7697, valida e cogente su tutto il territorio italiano per via del Decreto Legislativo n. 206 del 6 settembre 2005 e precedenti. In particolare stabilisce i criteri per la scelta dei vetri idonei da utilizzare in funzione della particolare destinazione d'uso prevista, allo scopo di assicurare i requisiti minimi di sicurezza dell'utenza.
La norma fissa un criterio per classificare le differenti tipologie di vetrazioni, suddividendole in:
esterne: sono posizionate all'esterno o separano un ambiente esterno da uno interno;
interne: sono posizionate all'interno o separano due ambienti interni;
verticali: angolo di montaggio sull'orizzontale =60°;
orizzontali: angolo di montaggio sull'orizzontale <60°;
accessibili: le persone possono venirne a contatto;
non accessibili: le persone non possono venirne a contatto;
protette: si sono adottati accorgimenti che eliminano in modo certo il rischio connesso a rottura delle lastre;
non protette: non si sono adottati questi accorgimenti.
Inoltre definisce le azioni e le sollecitazioni che potrebbero portare alla rottura del vetro:
carichi dinamici: da vento, folla, traffico pedonale, onde di pressione e depressione, etc. (cfr. § 6.1);
carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in acquari e piscine,etc. (cfr. § 6.2);
urti da grandine (cfr. § 6.3);
vibrazioni (cfr. § 6.4);
torsioni da azionamento di parti apribili (cfr. § 6.5);
fatica (cfr. § 6.6);
sollecitazioni sismiche: conseguenza di fenomeni tellurici (cfr. § 6.7);
urti dovuti all'impatto di una persona (UNI EN 12600) (cfr. § 6.8);
E determina infine i rischi che sono associabili alla rottura della lastra:
danni a persone o cose: quando la rottura del vetro può causare ferite ad animali, persone o danni a cose (cfr. § 7.1);
caduta nel vuoto: quando la rottura del vetro può causare una caduta da un'altezza =1 m (cfr. § 7.2);
danni sociali: quando la rottura del vetro può causare danni alla collettività, come danni ad opere d'arte, evasioni da carceri, etc. (cfr. § 7.3);
La UNI 7697 fornisce i criteri di sicurezza minimi da seguire per le applicazioni vetrarie. Nella progettazione si possono adottare criteri diversi da quelli indicati nella normativa, purché non conducano a condizioni di sicurezza meno favorevoli. Si parla spesso di norma UNI, diciamo perciò due parole sull'ente che le promulga: l'UNI e' l´ente nazionale italiano di unificazione, un'associazione privata senza fine di lucro fondata nel 1921 e riconosciuta dallo Stato e dall'Unione Europea, che studia, elabora, approva e pubblica le \"norme UNI\" in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario (tranne in quelli elettrico ed elettrotecnico). Le norme UNI sono documenti che definiscono lo stato dell'arte di prodotti, processi e servizi, garantendo sicurezza, rispetto per l'ambiente e prestazioni certe.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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