29/07/2011 UN'ANALISI DEI POSSIBILI TAGLI DEL 36PERCENTO E DEL 55PERCENTO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI
Legge 111-2011 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è ormai in vigore la Legge 111/2011 di conversione della Manovra finanziaria (DL 98/2011). L'art. 40, comma 1-ter della Legge 111/2011 prevede la riduzione di moltissime agevolazioni fiscali, alcune delle quali riguardano gli immobili: in primis le detrazioni fiscali del 36% sulla ristrutturazione del patrimonio edilizio e del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, che potrebbero subire tagli del 5% nel 2013 e del 20% a partire dal 2014. Il primo punto fondamentale e che i tagli si applicheranno solo se entro il 30 settembre 2013 il Governo non riuscirà a varare una solida riforma fiscale capace di produrre un risparmio per lo Stato di almeno 4 miliardi di euro per il 2013 e di 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Il secondo punto riguarda la retroattività con cui verrebbero applicati i tagli. Non è ancora chiaro se il taglio dei bonus è da intendersi come una riduzione di nuove forme di incentivo emanate a partire dal 2013 oppure come mancata restituzione sulle tasse per tutti i contribuenti attualmente in regime di godimento delle detrazioni. Nel primo caso, si delineerebbe una semplice diminuzione della efficacia delle agevolazioni. Il 36% scenderebbe al 34% per il 2013 e a poco meno del 29% dal 2014, mentre il 55% sulla riqualificazione energetica si ridurrebbe al 52% nel 2013 e al 44% dal 2014. Nella seconda ipotesi, ben più invasiva, si ridurrebbero invece le quote che lo Stato sta rimborsando a tutti i contribuenti per lavori effettuati negli scorsi anni. Secondo i dati dell'Enea, nei primi 4 anni di vigenza del bonus 55% (2007-2010), sono stati realizzati interventi per 11,1 miliardi di euro, sui quali i contribuenti stanno recuperando un totale di 6,1 miliardi di euro (il 55% di 11,1 miliardi). Se a questa cifra si aggiunge la spesa a carico dello Stato per i lavori realizzati nel 2011 e detraibili in 10 anni, stimabile intorno a 1 miliardo e 700 milioni, si arriva ad un totale di 7,6 miliardi di euro. La riduzione del bonus del 55%, che riguarda oltre 756.000 cittadini, restituirebbe circa 1.455 euro in meno a testa, per un risparmio in favore dello Stato di oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro. In questo scenario il taglio sulla detrazione del 36%, che interessa 4 milioni 780mila contribuenti, farebbe risparmiare allo Stato quasi 2 miliardi di euro e restituirebbe in media 410,5 euro in meno per ogni contribuente. Il taglio trasversale arriverebbe a colpire anche la deduzione della rendita catastale della prima casa. Oggi la deduzione è integrale, quindi la rendita non concorre a formare l'imponibile Irpef; dal 2014 potrebbe diventare deducibile l'80% del totale. Il taglio sarebbe di circa 127 euro pro-capite che, moltiplicato per i 24milioni e 200mila contribuenti interessati, si tradurrebbe in oltre 3 miliardi di euro che restano nelle casse dello Stato. Il taglio riguarderebbe anche la detrazione sull'affitto della prima casa; anche i proprietari che affittano immobili si vedrebbero ridurre la deduzione forfettaria del 15% sui redditi da locazione e aumentare dal 21 al 25,2% la cedolare secca sugli affitti. Infine, per chi ha un mutuo per la costruzione o l'acquisto della prima casa si ridurrebbe la detrazione del 19% sugli interessi passivi e gli oneri accessori e sui compensi pagati agli agenti immobiliari. Le riduzioni nel complesso riguarderebbero non solo la casa ma anche la famiglia, il lavoro e le pensioni, le erogazioni liberali e il terzo settore, e altre agevolazioni per persone fisiche e imprese.
Fonte: Redazione di Finestreweb
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