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EPB (Rendimento energetico degli edifici)

Il rendimento energetico degli edifici è definito dalla legislazione europea, in particolare dalla direttiva originaria 2002/91/CE, detta anche EPB-D. Quest’ultima entra pienamente negli “obiettivi 20-20-20“ dell’Unione europea, vale a dire: riduzione delle emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, ridurre il consumo di energia del 20 % e aumentare la quota di energie rinnovabili al 20% rispetto ai livelli del 1990.
L’approccio attuale risulta in ritardo rispetto agli obiettivi prefissati per il 2020, di conseguenza l’Europa ha creato la direttiva 2012/27/CE, entrata in vigore nel dicembre 2012, che affronta in generale il tema dell’efficienza energetica.

In materia di certificazione energetica degli edifici la competenza legislativa spetta ai singoli paesi, pertanto ciascuno di essi ha recepito la direttiva. In altri termini, questa direttiva si indirizza principalmente alle abitazioni e alle costruzioni esistenti ed è in questa direzione che i singoli stati finanziano questo processo con sgravi/agevolazioni fiscali. Per questo motivo si parla principalmente di recupero energetico.

In Italia con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il DL. 63 del 4 Giugno 2013 entra immediatamente in vigore e sancisce quindi anche per l’Italia l’inizio del programma verso un patrimonio di “Edifici ad Energia quasi Zero” - “NZEB” Near Bero Energy Building.

L’obiettivo di questa direttiva è imporre a tutti gli stati membri di fissare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici esistenti e nuovi, garantendone la certificazione energetica e disciplinandone i controlli sugli impianti.

Da Attestato di Certificazione Energetica (ACE) ad Attestato di Prestazione Energetica (APE)

Tra le novità introdotte troviamo anche indicazioni più precise sull’evoluzione da Attestato di Certificazione Energetica ACE in APE, Attestato di Prestazione Energetica, definendo le indicazioni necessarie al miglioramento delle performance energetiche. L’APE dovrà essere redatto da professionisti qualificati e sarà obbligatorio in caso di costruzione, vendita o locazione e per tutti gli immobili compresi quelli della Pubblica Amministrazione.

Le fasi di questo percorso verso lo “NZEB”

Il 15 Giugno 2013 sono stati inviati alla Commissione Europea la metodologia di calcolo nazionale per la definizione univoca della prestazione energetica degli edifici, che ha tenuto conto delle caratteristiche dell’involucro, degli impianti di climatizzazione e della produzione di acqua calda sanitaria. Inoltre sono stati fissati i requisiti minimi di prestazione energetica in funzione dei costi ottimali da applicare agli edifici nuovi ed alle grandi ristrutturazioni in modo da conseguire crediti, come ad esempio, la possibilità di recuperare maggiori costi a fronte di maggiori volumi costruttivi.

La direttiva europea e con essa il Dl. 63/2013 fissano come data ultima il 31 dicembre 2018, entro la quale tutte le strutture occupate o di proprietà di pubbliche amministrazioni, comprese le scuole, dovranno essere ad “Energia Quasi Zero” ovvero rispondenti a precisi canoni costruttivi all’avanguardia, in linea con la direttiva europea 2012/27/UE.

1 gennaio 2021 – Anche gli edifici privati dovranno essere “Edifici ad Energia Quasi Zero” NZEB

L’obbligo di arrivare ad avere un patrimonio di “Edifici ad Energia Quasi Zero” si estenderà anche al settore privato.

NZEB –EDIFICI AD ENERGIA QUASI ZERO

Con la revisione della direttiva sul rendimento energetico (2010/31/CE), sono stati inseriti dei requisiti più vincolanti sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni e un ruolo più importante è stato conferito ai certificati di rendimento energetico: è stato introdotto il concetto di NZEB (Near Zero Energy Building – Edificio ad Energia quasi Zero).
“La direttiva definisce un edificio a energia quasi zero (NZEB) come un edificio caratterizzato da un rendimento energetico molto elevato e richiede il calcolo dell’indicatore di energia primaria. Una richiesta energetica molto bassa o vicino allo zero dovrebbe essere coperta in misura molto significativa da fonti rinnovabili, compresa quella proveniente da fonti di produzione in loco o nelle vicinanze.”

Dal 1 Gennaio 2021, questo diventerà lo standard per tutte le nuove abitazioni in tutta l’Europa.

A tal proposito menzioniamo quanto pubblicato sulla rivista YOUBUILD N° 6 DICEMBRE-GENNAIO 2018 in un intervista a Renato Cremonesi esperto di tematiche tecniche e presidente di società di ingegneria e consulenza.

Il dato più sconcertante è che il grado di efficienza energetica medio delle nostre abitazioni, è del 54%, cioè solo una parte dei nostri consumi energetici diventa comfort, energia utile, mentre la rimanente (46%), viene persa, energia sprecata.

In termini economici, significa che ogni anno sprechiamo: 20 miliardi, pari a 1,5 punti di Pil, 17 milioni di tep, pari all’energia prodotta annualmente da 2 centrali nucleari uguali a quella di Fukushima, inquiniamo inutilmente la nostra aria con 40 mila tonnellate di Co2, la stessa quantità emessa da 14 milioni di autovetture di media cilindrata, che percorrano 30 mila chilometri all’anno.”

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